mercoledì 30 novembre 2011

Christmas is in the air!

Manca poco meno di un mese a Natale ma già si fa sentire, attraverso canzoni di Justin Bieber come Mistletoe (.-.) e attraverso altre melodie come quelle del canadese Micheal Steven Bublé. Questo ha avuto la bellissima idea, a mio parere, di lanciare il nuovo album sul mercato proponendo le sue versioni delle classiche canzoni delle feste natalizie, come Jingle Bells e Santa Claus Is Coming To Town.

Perchè ascoltare questo disco, Christmas? Bublè è riuscito a fondere la melodia natalizia a quella jazz, creando un'atmosfera di inevitabile allegria. E' una medicina contro la tristezza, quasi meglio della Nutella!



  • Jingle Bells, cantata insieme alle Puppini Sisters, a mio parere è la migliore, è 'frizzante'.
  • Holly Jolly Christmas non la conoscevo, è allegra, e la melodia mi ricorda una sciata a ritmo di musica (.-.)   
  • Un'altra canzone molto bella, secondo me, è Have Yourself a Merry Little Christmas, che mi rievoca l'immagine di una coppia davanti al camino. Oh, che cosa carina!                                                     
Consiglio questo disco vivamente a tutti!!

File:MichaelBubleSmileeb2011.jpg








domenica 27 novembre 2011

Che rumore fa la felicità?

Tutto è iniziato questo sabato, quando la prof di filosofia a chiesto alla classe qual'è il rumore della felicità.
Ci sono pareri discordi, ovvio, alcuni pensano che la felicità sia qualcosa che non può fare rumore, perchè è sentimento, altri che ritengono la felicità come un semplice risultato della dopamina, sostanza che produce il cervello quando ascoltiamo musica, quando mangiamo cibo buono, quando assumiamo droghe o quando facciamo l'amore. Ma come si fa a dire che un sentimento così grande non può avere un suono, come si fa a limitare la felicità al campo biologico?
La felicità è sinonimo di amore e dunque ha il suono di tutto ciò che è collegato a questo sentimento, come la risata di un bambino, il battito di un cuore, un campo di grano battuto dal vento, le parole che si sussurrano a chi ti ama, o ancora meglio, una canzone. In ognuno di noi questo rumore è qualcosa di diverso, ma certamente non è silenzio, perchè allora non si potrebbe capire il vero senso della felicità.

Per me la felicità sono parole tra amici, la risata di chi amo, il pianto di un neonato, una canzone rock 'n' roll, Spectacular Spectacular del film "Moulin Rouge!", "I'm not gonna teach your boyfriend how to dance" di Glee, una canzone di Michael Bublé e "The Only Exeption" dei Paramore, sebbene io non sia una loro fan. 



Ecco la mia felicità, in pillole. La vostra?







giovedì 3 novembre 2011

Navi volanti? Ma anche no.

Non so perchè, ma guardando questo film mi ritorna in mente questa scenetta . Mah!
Confesso di non aver letto mai il libro de "I tre moschettieri" di Dumas, ma qualcosa mi dice che non è per nulla inerente al romanzo!
La storia originale, puramente francese, in questo film viene americanizzata; già all'inizio si può notare questo, nella presentazione dei personaggi.
Athos: il figo con le branchie, in quanto uccide i nemici dopo averle pazientemente aspettate stando sott'acqua per minuti e minuti. (Forse Paciock gli ha procurato l'Alga Branchia)
Aramis: il figo mezzo prete, in quanto, dopo aver ucciso decine di nemici, viene colto da un terribile senso di colpa, che lo porta a pregare per gli uomini morti e a dare loro sepoltura.

Porthos: il gigante palestrato; il suo unico piano è quello di farsi catturare per poi usare la sua forza bruta per stendere i nemici.


Carina la corona di spine di Cristo messa al collo!
Poi c'è Milady, non solo una specie di spia modello americano in versione francese del '600 (si nota bene quando si cala dal tetto della reggia), ma anche una P. Di quelle grandi. Perché? Dopo aver collaborato con i tre moschettieri in una missione a Venezia e dopo aver finto di amare Athos, decide di tradirli e passare dalla parte del duca di Buckingam, un Orlando Bloom piuttosto gay.
Ma ancora più gay è il re di Francia Luigi XII, un personaggio che nel film è molto piatto, senza sfaccettature, preoccupato solamente a scegliere il colore giusto dei suoi abiti e a fare colpo su sua moglie Anna.

Dopo questa breve presentazione dei personaggi, tra i quali mi sono dimenticata Richelieu, il cardinale diabolico ma astuto e bramoso di potere, è ora che io introduca la trama.
1600, Venezia. I tre moschettieri stanno per portare a termine una missione in maniera eccellente, quando tutto viene rovinato da Milady, che ora sta dalla parte del duca di Buckingam.

Qualche mese più tardi, Francia. I tre moschettieri tornano alle loro normali vite quotidiane e si imbattono in un giovane pieno così pieno di grinta che, sebbene fosse più giovane e meno esperto in fatto di armi, sfida i tre uomini in duello. Questo è D'Artagnan (Logan Lerman), ragazzo che arriva da un piccolo villaggio di campagna, trasferitosi in città per unirsi appunto al celebre trio dei moschettieri. Ora Athos, Porthos e Aramis accolgono nel gruppo il giovane e insieme affronteranno una nuova missione, che ha come obiettivo quello di non permettere a Milady e al cardinale Richelieu il rovesciamento del trono reale. Una missione che vedrà come protagoniste regine, dame di corte e navi volanti. Per Polluce, le navi volanti no! Ma cosa cavolo sono? Incroci tra navi e mongolfiere? Mah...


Percy Jackson con extensions
Voto : 3 su 5

Un film spensierato, nessuna riflessione su amore, guerra o altro, da vedere con gli amici per rilassarsi e magari ridere un po'.