mercoledì 18 aprile 2012

30 giorni di musica. YEAH!

Giorno 1 - la tua canzone preferita
Young the Giant - Cough Syrup



Giorno 2 - la tua seconda canzone preferita 
Moulin Rouge Soundtrack - El tango de Roxanne






Giorno 3 - una canzone che ti rende allegro 
Culture Club - Karma Chameleon

Giorno 4 - una canzone che ti commuove 

Jordin Sparks ft Chris Brown - No air


Giorno 5 - una canzone che ti ricorda qualcuno 
LMFAO - I'm sexy and I know it (mi ricorda lo scambio culturale(: )

Giorno 6 - una canzone che ti ricorda un posto 
Daniele Silvestri - Ma che discorsi? (mare!)


Giorno 7 - una canzone che ti ricorda un momento particolare 

Shakira - Gipsy (mi ricorda la calma e la tranquillità che caratterizzavano i miei pomeriggi di studio in prima superiore :'( )

Giorno 8 - una canzone di cui conosci tutte le parole 

Moulin Rouge Soundtrack - Come what may

Giorno 9 - una canzone che ti fa ballare 

Michael Telo - Ai se eu te pego (e mi ricorda lo scambio con romania e olanda)

Giorno 10 - una canzone che ti aiuta a dormire 

Yann Tiersen - Apres midi

Giorno 11 - una canzone della tua band preferita 

Ehm ... ora non mi piacciono per niente, ma anni fa li ascoltavo volentieri, quindi direi The Black Eyed Peas - Pump it

Giorno 12 - una canzone della band che odi 
Modà - La notte (Al rogo!)


Giorno 13 - una canzone che hai conosciuto da poco 

Soundtrack Moulin Rouge! - Complainte de la butte





Giorno 14 - una canzone che nessuno si aspetta possa piacerti 

Kiss - Rock 'n' Roll All Night

Giorno 15 - una canzone che ti descrive 
Gotye - Somebody that I used to know


Giorno 16 - una canzone che amavi e che ora odi 

Ehm ...

Giorno 17 - una canzone che vorresti dedicare a qualcuno 

Tiziano Ferro - Quiero vivir con vos

Giorno 18 - una canzone che vorresti ascoltare alla radio 
The Gods of Macho - Black Iron Lung 


Giorno 19 - una canzone dal tuo album preferito 
Queen - Under Pressure






Giorno 20 - una canzone che ascolti quando sei arrabbiato 
Beyoncè - Single Ladies


Giorno 21 - una canzone che ascolti quando sei felice

Queen - Crazy Little Thing Called Love
 
Giorno 22 - una canzone che ascolti quando sei triste

Ed Sheeran - Lego House 



Giorno 23 - una canzone che vorresti al tuo matrimonio 
One Republic - Say all I need


Giorno 24 - una canzone che vorresti al tuo funerale 
Whitney Houston - I will always love you


Giorno 25 - una canzone che è un piacere peccaminoso 
Depeche Mode - Enjoy the silence (mi ricorda Damon e Vicky, The Vampire Diaries, prima stagione)


Giorno 26 - una canzone che sai suonare con uno strumento 
Frederic Weatherly - Danny Boy (Pianoforte)

Giorno 27 - una canzone che ti piacerebbe suonare 
Michael Jackson - Smooth Criminal (Impossibile!)


Giorno 28 - una canzone che ti fa sentire colpevole 
E di che?!


Giorno 29 - una canzone della tua infanzia 

Mulan - Farò di te un uomo


Giorno 30 - la tua canzone preferita in questo periodo un anno fa 
Zero Assoluto - Per dimenticare


La sombra del viento



"Il mio desiderio più grande è che tu sia felice, Juliàn, che tutto ciò a cui aspiri diventi realtà e che, anche se mi dimenticherai, un giorno tu possa comprendere quanto ti ho amato."


Eccomi ancora qua a scrivere, nel breve arco di tempo che ho a disposizione prima di andare ad allenamento, di un altro romanzo che ho letto, "L'ombra del vento" dello scrittore spagnolo Zafòn.
Meraviglioso, senza dubbio, e piuttosto intrigante.



Trama: Il protagonista, di nome Daniel e che vedremo crescere nel corso dell'opera, scopre una biblioteca chiamata con il nome enigmatico di "Cimitero dei libri dimenticati". Gli è concesso di prendere con sé un solo libro; il ragazzo sceglie il romanzo "L'ombra del vento" scritto dal misterioso e per nulla conosciuto Julian Carax. Il ragazzo legge tutto d'un fiato il libro e va alla ricerca di altri libri di questo autore, scoprendo purtroppo che ciò che ha da poco letto potrebbe essere l'ultima opera rimasta di Carax. Ovviamente, come ogni adolescente curioso, Daniel gira per Barcellona alla ricerca di notizie, in compagnia di Fermin Romero de Torres, barbone che è stato salvato dalla strada, che lo aiuterà nella sua impresa, che però non si dimostra così semplice e priva di rischi: i due infatti sono ostacolati da Lain Coubert, personaggio angosciante e misterioso dal volto sfigurato, che nel libro è l'incarnazione del diavolo, e Fumero, capo della squadra criminale, uomo folle e squilibrato, per le varie ingiustizie capitate a lui nell'infanzia.
Ovviamente non può mancare in un romanzo del genere l'Amore. Sì, con la A maiuscola, perchè in questo libro tutto gira intorno a lui, tutto accade per merito (o per colpa?) sua. Basta pensare al rapporto tra Daniel e Beatriz Aguilar, la sorella del suo migliore amico. 


Insomma, l'intreccio tra i personaggi, il continuo cambiamento del tempo della storia, da presente e passato, il finale, mozzafiato e inaspettato, contribuiscono a rendere il romanzo intrigante, interessante e di facile lettura per tutti, anche coloro che non sono abituati a leggere con una certa regolarità, in quanto tiene con il fiato sospeso per tutta la sua durata.


Voto : 4 su 5





"Questo luogo è un mistero, Daniel, un santuario. Ogni libro, ogni volume che vedi possiede un anima, l'anima di colui che lo ha scritto e di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie ad esso."

mercoledì 4 gennaio 2012

Herztier - La bestia del cuore

"Ognuno aveva un amico in ogni pezzetto di nuvola, così è infatti con gli amici dove il mondo è pieno di terrore"


*Ballettino davanti alla scrivania dopo aver finito questo libro*
Eh si, finalmente! Era da un sacco di tempo che avevo questo libro in sospeso e nel giro di quasi due mesi non ero ancora riuscita a terminarlo, non perchè io me ne sia dimenticata, ma perchè lo sport e la scuola non mi lasciano nemmeno il tempo per respirare o il tempo per coccolare il mio morbido gatto palloso. E' ufficiale, odio la terza liceo. E il debito in matematica. Ogni giorno mi imbottisco di Pocket Coffee sperando di sembrare un po' più sveglia...



Ma, giusto!, non devo raccontarvi la mia storia, devo parlarvi del romanzo che ha scritto Herta Müller, una fantastica donna nata negli anni '50 in un villaggio di lingua tedesca nel Banato rumeno.


"Se stiamo in silenzio, mettiamo in imbarazzo, diceva Edgar, se parliamo, diventiamo ridicoli"


"D'estate la nonna che canta scappò via di casa. Per le strade gridò davanti a ogni casa. La sua voce era forte. Cosa gridasse, non lo capiva nessuno"

Questo libro, a mio parere splendido, sebbene piuttosto difficile, si intitola "Il paese delle prugne verdi", allusione alla credenza popolare secondo la quale si moriva se si mangiavano prugne ancora acerbe. Racconta della vita ai tempi del regime di Ceauşescu. La storia si apre con un gruppo di quattro ragazzi - la protagonista, Edgar, Kurt e Georg - uniti dal suicidio di una ragazza, Lola, che frequentava il loro collegio. Nel corso della storia purtroppo comprendono che dietro all'apparente suicidio della ragazza c'era ben altro: si nascondeva infatti una realtà fatta di orrore, povertà, paura e violenze; acquisiscono dunque la consapevolezza di vivere in un paese sottomesso alla dittatura e di vivere con l'onnipresenza della terrore. I quattro trovano però la forza per andare avanti e continuare a mantenere il loro rapporto d'amicizia, sebbene debole e fragile, sopraffatto dalla rabbia e dalla paura; sono legati dall'angoscia e dalla voglia di trovare un posto che non perseguiti loro per ciò che sono. Per rimanere uniti si scrivono lettere, con messaggi in codice, in modo che nessuno dubitasse del loro odio verso il dittatore. Il loro segreto però viene scoperto dal capitano Pjele e vengono perseguitati e minacciati.

La protagonista femminile, di cui non si fa mai il nome, dopo la scuola decide di non tornare a scuola, ma di trasferirsi in un'abitazione dove vivono già altri personaggi particolari, come Teresa, la signora Margit, la sarta.
Infine i quattro riusciranno ad ottenere l'espatrio (o perlomeno a liberarsi della dittatura...).

"Dopo che Georg aveva ripercorso metà della strada verso la stazione, entrò in camera affannato. Probabilmente aveva corso. La madre di Edgar chiese: Hai dimenticato qualcosa. Georg disse: Me. Sistemò la sedia alla finestra e fissò la giornata vuota"



E' difficile entrare e capire il mondo della Müller. Lei stessa ha vissuto in prima persona la dittatura, provando, ovviamente, un dolore così forte. E nasconde questo dolore allontanandosi dalla trama per mezzo di brevi flashback, naturalmente di difficile comprensione, proprio per nascondere almeno in parte la    propria sofferenza. Ecco qui solo alcune delle tante frasi che potrebbero invogliarvi a leggere questo libro veramente stupendo.


"Volevo che l'amore ricrescesse. Crebbe come erba e paglia in modo confuso e diventò la più fredda frase sulla mia fronte. Era la mia pianta più stupida"


"Le nostre bestie del cuore volarono come topi. Si scrollavano di dosso il pelo e sparivano nel nulla. Quando parlavamo a lungo, uno dopo l'altro, rimanevano più a lungo nell'aria"




Voto: 5 su 5 !