mercoledì 4 gennaio 2012

Herztier - La bestia del cuore

"Ognuno aveva un amico in ogni pezzetto di nuvola, così è infatti con gli amici dove il mondo è pieno di terrore"


*Ballettino davanti alla scrivania dopo aver finito questo libro*
Eh si, finalmente! Era da un sacco di tempo che avevo questo libro in sospeso e nel giro di quasi due mesi non ero ancora riuscita a terminarlo, non perchè io me ne sia dimenticata, ma perchè lo sport e la scuola non mi lasciano nemmeno il tempo per respirare o il tempo per coccolare il mio morbido gatto palloso. E' ufficiale, odio la terza liceo. E il debito in matematica. Ogni giorno mi imbottisco di Pocket Coffee sperando di sembrare un po' più sveglia...



Ma, giusto!, non devo raccontarvi la mia storia, devo parlarvi del romanzo che ha scritto Herta Müller, una fantastica donna nata negli anni '50 in un villaggio di lingua tedesca nel Banato rumeno.


"Se stiamo in silenzio, mettiamo in imbarazzo, diceva Edgar, se parliamo, diventiamo ridicoli"


"D'estate la nonna che canta scappò via di casa. Per le strade gridò davanti a ogni casa. La sua voce era forte. Cosa gridasse, non lo capiva nessuno"

Questo libro, a mio parere splendido, sebbene piuttosto difficile, si intitola "Il paese delle prugne verdi", allusione alla credenza popolare secondo la quale si moriva se si mangiavano prugne ancora acerbe. Racconta della vita ai tempi del regime di Ceauşescu. La storia si apre con un gruppo di quattro ragazzi - la protagonista, Edgar, Kurt e Georg - uniti dal suicidio di una ragazza, Lola, che frequentava il loro collegio. Nel corso della storia purtroppo comprendono che dietro all'apparente suicidio della ragazza c'era ben altro: si nascondeva infatti una realtà fatta di orrore, povertà, paura e violenze; acquisiscono dunque la consapevolezza di vivere in un paese sottomesso alla dittatura e di vivere con l'onnipresenza della terrore. I quattro trovano però la forza per andare avanti e continuare a mantenere il loro rapporto d'amicizia, sebbene debole e fragile, sopraffatto dalla rabbia e dalla paura; sono legati dall'angoscia e dalla voglia di trovare un posto che non perseguiti loro per ciò che sono. Per rimanere uniti si scrivono lettere, con messaggi in codice, in modo che nessuno dubitasse del loro odio verso il dittatore. Il loro segreto però viene scoperto dal capitano Pjele e vengono perseguitati e minacciati.

La protagonista femminile, di cui non si fa mai il nome, dopo la scuola decide di non tornare a scuola, ma di trasferirsi in un'abitazione dove vivono già altri personaggi particolari, come Teresa, la signora Margit, la sarta.
Infine i quattro riusciranno ad ottenere l'espatrio (o perlomeno a liberarsi della dittatura...).

"Dopo che Georg aveva ripercorso metà della strada verso la stazione, entrò in camera affannato. Probabilmente aveva corso. La madre di Edgar chiese: Hai dimenticato qualcosa. Georg disse: Me. Sistemò la sedia alla finestra e fissò la giornata vuota"



E' difficile entrare e capire il mondo della Müller. Lei stessa ha vissuto in prima persona la dittatura, provando, ovviamente, un dolore così forte. E nasconde questo dolore allontanandosi dalla trama per mezzo di brevi flashback, naturalmente di difficile comprensione, proprio per nascondere almeno in parte la    propria sofferenza. Ecco qui solo alcune delle tante frasi che potrebbero invogliarvi a leggere questo libro veramente stupendo.


"Volevo che l'amore ricrescesse. Crebbe come erba e paglia in modo confuso e diventò la più fredda frase sulla mia fronte. Era la mia pianta più stupida"


"Le nostre bestie del cuore volarono come topi. Si scrollavano di dosso il pelo e sparivano nel nulla. Quando parlavamo a lungo, uno dopo l'altro, rimanevano più a lungo nell'aria"




Voto: 5 su 5 ! 

2 commenti:

  1. Che bello sei tornata! E vai con i pocket coffee! ;)

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  2. Sono tornata, più morta che viva, ma sono tornata!!

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